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	<title>IN MEDICINE WE TRUST</title>
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		<title>La malattia mentale non esiste</title>
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<category domain="http://www.inmedicinewetrust.net/spip.php?rubrique10">Testi</category>


		<description>Estratto: &lt;br /&gt;Antipsichiatria: prime istruzioni d'uso &lt;br /&gt;&#171;Non staremo qui a sollevare la questione degli internamenti arbitrari, per evitarvi il penoso compito di facili negazioni. Noi affermiamo che un gran numero dei vostri ricoverati, perfettamente folli secondo la definizione ufficiale, sono, anch'essi, internati arbitrariamente. Non ammettiamo che si interferisca con il libero sviluppo di un delirio, altrettanto legittimo, altrettanto logico che qualsiasi altra successione di idee e di azioni (...)


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&lt;a href="http://www.inmedicinewetrust.net/spip.php?rubrique10" rel="directory"&gt;Testi&lt;/a&gt;


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Estratto:&lt;/strong&gt;&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Antipsichiatria: prime istruzioni d'uso&lt;/strong&gt;&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#171;Non staremo qui a sollevare la questione degli internamenti arbitrari, per evitarvi il penoso compito di facili negazioni.
Noi affermiamo che un gran numero dei vostri ricoverati,
perfettamente folli secondo la definizione ufficiale, sono,
anch'essi, internati arbitrariamente. Non ammettiamo che si
interferisca con il libero sviluppo di un delirio, altrettanto
legittimo, altrettanto logico che qualsiasi altra successione
di idee e di azioni umane... .affermiamo l'assoluta legittimit&#224;
della loro concezione della realt&#224; e di tutte le azioni che da
essa	derivano.&#187;&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;(A.Artaud)&lt;/strong&gt;&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Abbiamo imparato a nostre spese che la psichiatria &#232; una sorta di confine, una linea invisibile oltre la quale si perde ogni diritto e possibilit&#224; di esistenza, il punto di passaggio dal reale all'impossibile... Un confine, un muro, una camicia di forza, tarmaci paralizzanti, parole per dimenticare. L'abbiamo imparato a nostre spese essendone vittime, carnefici o mandanti. Abbiamo fatto, ricevuto e ci siamo fatti tutto il male di cui siamo capaci pur di impedire che qualcuno di noi attraversasse quel confine e tornasse indietro con il tesoro, il terrore, la meraviglia o la paura che aveva trovato di l&#224;. L'antipsichiatria &#232;, in questo senso, la ricerca dei modi per passare questo confine e di cancellare questa linea. Non pi&#249; mente sana e mente malata, ma una nuova mente capace di funzionare di qua e di l&#224; da questo confine.
Per capirci. L'antipsichiatria &#232; Giorgio, le mani strette sul volante del pullman, il motore acceso e quel muro davanti. Sa che lo attraverser&#224; come un muro di nebbia. Dimostrare che la realt&#224; &#232; solo il velo di Maya, un'illusione, un'istituzione. Giorgio che vuole aprire una crepa, una ferita, un dubbio nel muro del reale. Giorgio col motore gi&#224; acceso e la decisione gi&#224; presa.
L'antipsichiatria &#232; questa sfida, lanciata contro noi stessi, ia realt&#224; e la ragione. I la rinuncia a curare, a normalizzare o punire ,chi non si accorda con il nostro modo di vivere. &#200; accettare il rischio di perdere la testa ed essere, per questo, messo in croce. L'antipsichiatria non &#232; alternativa alla psichiatria, &#232; altro. Antidoto al veleno psichiatrico. Anti perch&#233;, nella nostra epoca, la psichiatria ha preso possesso del confine, lo presidia, fa pagare un pedaggio inumano, ci imprigiona da una parte e dall'altra del muro.
L'antipsichiatria non mira a sostituire la psichiatria con pratiche di 'cura' umane o 'luoghi' accoglienti. Essa ha a che fare piuttosto con l'accettazione e la difesa della legittimit&#224; di ogni esperienza e realt&#224; umane. Non interessa la medicina o la psicologia, ma &#232; movimento di menti e cuori di uomini che vogliono esplorare se stessi e la realt&#224;, senza dar nulla per certo. &#200; l'inquietudine di chi non accetta di bloccare Giorgio prima che sia troppo tardi, di chi non accetta di chiamarlo 'malato', distruggendo cos&#236; le sue ragioni, il suo futuro e la sua vita. E il tormento di chi lotta con se stesso per salire sul pullman di Giorgio e, con lui, andare oltre.
La storia dell'antipsichiatria cammina sulle gambe di Carmelo. Ha il suo respiro, il cuore in gola, l'adrenalina in circolo. Notte del '62. Si aggira silenzioso per il reparto. Si avvicina ai letti. Tenta di slegare i suoi compagni. 'Non sopporto vederli cos&#236; dir&#224; al medico che gli chiede le ragioni di quell'insano gesto. 'Non sopporta vederli cos&#236; annota lo psichiatra in cartella. Poi l'ordine. Carmelo viene legato al suo letto.
Non sopporto vederli cos&#236;. Non era il solo, Carmelo, in quegli anni. Una schiera agguerrita di giovani operatori psichiatrici rigettavano l'idea di essere parte e complici di quel genocidio che si perpetrava nei manicomi. Non sopportavano l'idea di essere proprio loro a dare quell'ordine o a condannare a morte una persona con il loro giudizio. Li chiamavano antipsichiatri. Erano uomini e donne che si rifiutavano di assolvere al mandato che era loro conferito dalla societ&#224; e dalla (inco)scienza psichiatrica. Franco era uno di loro. Lottava per slegare Carmelo e i suoi compagni dalle fasce che li costringevano a letto. Carmelo lo osservava. Guardava quell'impavido eroe esaltarsi ogni volta che riusciva a convincere se stesso e gli infermieri che si poteva slegare qualcuno. Paradosso crudele. Il gesto che a Carmelo era costato mesi di punizioni, svilimento e torture, veniva acclamato ora come atto di giustizia, d&#236; umanit&#224;, di cura. Ci&#242; che in Carmelo era stato stigmatizzato come 'sintomo' del suo deterioramento e disagio mentale, era in Franco letto come azione sensata e terapeutica. Gli stessi infermieri che quella notte l'avevano legato, oggi lo slegavano con la stessa logica, la stessa arroganza, lo stesso potere di sempre.
Franco continuava la tradizione di arbitrio che Carmelo conosceva bene. Decideva chi e quando poteva essere slegato. Chi, quando e per andare dove, poteva essere dimesso. La vita di Carmelo e dei suoi compagni continuava a dipendere dall'umore di Franco, dalla sua capacit&#224; o voglia di immedesimarsi, di capire, di lasciarsi convincere. &#200; cos&#236; che Carmelo &#232; stato sepolto in un manicomio, mentre Franco &#232; oggi primario di un reparto post-manicomiale costruito secondo i dettami della nuova psichiatria. Niente sbarre alle finestre, solo vetri infrangibili. Niente camicia di torza, solo cocktail d&#236; psicofarmaci. Stesse diagnosi. Stessi camici. Le stesse fasce. Lo stesso ordine. Arturo &#232; legato al letto. Ha tentato di scappare rompendo le maniglie delle finestre stanotte.
Non &#232; morta la pratica antipsichiatrica, sono spariti solo questi sedicenti antipsicl&#236;iatri che hanno ereditato e reinventato l'infezione manicomiale. L'antipsichiatria &#232; infatti quel filo viscerale, istintivo, indistruttibile che lega Carmelo ad Arturo, la loro rabbia, le loro ragioni, la loro resistenza al tentativo di essere negati come esseri umani. Le istruzioni per usare l'antipsichiatria vengono da questo patrimonio di storie e vite distrutte dalle varie rivoluzioni psi-chiatriche che si sono succedute lasciando invariato Terrore/orrore psichiatrico. La psichiatria resta sempre uguale a se stessa. Non importa se non costruisce pi&#249; manicomi, non promuove l'internamento o non pratica la lobotomia. Il problema non &#232; dove si viene rinchiusi o cosa ci si permette di fare, di avere e di sentire, ma il fatto che altri decidano di noi, di ci&#242; che possiamo dire, pensare o essere.
L'antipsichiatria &#232; un riprendersi la vita, la citt&#224; ed il futuro. Carmelo non contratta il suo diritto alla libert&#224; di movimento: si slega da s&#233;. Arturo non mendica il suo diritto a vivere dove e con chi vuole:
abbatte le finestre che lo tengono prigioniero. L'agire antipsichiatrico &#232; fuoriuscita dal dominio e dall'arbitrio psichiatrico senza condizioni. Perch&#233; non &#232; possibile barattare i propri valori, la propria sensibilit&#224;, i propri ricordi, i sentimenti... per ottenere una parvenza di libert&#224; vigilata. Antipsichiatria &#232; il ritiro di Nino nelle caverne di Pietraperciata. Il suono del suo bastone che batte sul cuore del mondo. Il suo viaggiare in sogno tra Taormina ed il suo doppio. Non c'&#232; niente che possa riportarlo alla 'ragione', senza negare realt&#224; e verit&#224; a quanto dice di essere, sentire e fare; senza cancellare il suo essere persona; senza far violenza al suo corpo e torturare la sua mente. Per Nino non c'&#232; alcuna differenza tra essere internato in manicomio o essere assistito a casa agli arresti domiciliari e in libert&#224; vigilata. Non c'&#232; differenza tra lobotomia e psicofarmaci. Tra il giudizio di schizofrenia espresso dallo psichiatra manicomiale e quello espresso da uno 'democratico' o psicoterapeuta. Tutti danno per norma la loro mente, le loro scelte, la loro vita. Tutti danno per scontato che Nino non pu&#242; essere ci&#242; che dice, n&#233; fare ci&#242; che fa. Tutti giustificano le loro azioni affermando che agiscono per aiutarlo a lenire le sue sofferenze. Tutti coprono con le loro teorie il fatto che tutto quel da fare serve essenzialmente a lenire le sofferenze che Nino: con il suo comportamento, provoca ai suoi familiari, al vicinato, agli operatori psichiatrici. L'antipsichiatria &#232; confrontarsi con Nino aldil&#224; dei limiti del possibile. Camminare con lui senza imporre una meta. Cercare i punti di incrocio delle nostre vite e dei nostri mondi. Aiutarlo a praticare la sua follia e a comunicarne la conoscenza. A volte, rivivendo a ritroso le storie dei coatti psichiatrici, si ha l'impressione netta che sarebbe bastata un'astensione dal fare per salvare la vita e l'esistenza di migliaia di persone. Sarebbe bastato che non ci occupassimo di loro perch&#233; avessero almeno un'occasione per vivere morire con qualche senso, come &#232; diritto di ogni essere umano.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Psicofarmaci: Prima Pastiglia a otto Anni</title>
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		<description>Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Milano. &lt;br /&gt;&#8220;I bambini italiani che assumono psicofarmaci quotidianamente vanno dai 30.000 ai 60.000&#8221;, cos&#236; scrive l' On. Patrizia Paoletti Tangheroni nell'interrogazione parlamentare presentata la scorsa settimana, a distanza di pochi giorni dall' interrogazione del Senatore Maurizio Eufemi , sempre sullo stesso argomento. La preoccupazione &#232; giustificata ancor pi&#249; dal fatto che i presupposti stessi della &#8220;malattia&#8221; vengono messi continuamente in discussione: (...)


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La preoccupazione &#232; giustificata ancor pi&#249; dal fatto che i presupposti stessi della &#8220;malattia&#8221; vengono messi continuamente in discussione: Leiber dell'FDA afferma che &#8220;Nessun aspetto fisiopatologico del disordine &#232; ancora stato delineato&#8221;; il Dr. Fred Baughman, nel suo libro &#8220;The Future of ADD&quot;, scrive: &#8220;Sia la FDA che la DEA hanno riconosciuto che l'ADHD non &#232; una malattia, n&#233; organica n&#233; biologica&#8221;. Ma se non esiste uno squilibrio biochimico, perch&#233; lo si cerca di curare con sostanze chimiche? I principi attivi maggiormente utilizzati sono due: il Metilfenidato, meglio conosciuto col nome di Ritalin, e l'Atomoxetina. Il trattamento pu&#242; iniziare presto, perch&#233; gi&#224; a 8 anni molti bambini ricevono la prima pastiglia. E' difficile pensare che a quell'et&#224; un bambino possa rendersi conto delle conseguenze a cui va incontro, con sostanze che in molti casi portano alla dipendenza. Il Prozac ad esempio, la cui soglia di somministrazione &#232; stata portata da 18 a 8 anni solo di recente, pu&#242; causare quasi mille differenti effetti collaterali; inoltre sono noti casi di suicidio; stesso discorso per il Ritalin, un'anfetamina, reintrodotta in Italia da poco. Una volta i professionisti erano gli insegnanti; oggigiorno abbiamo l'equipe psico-pegadogica che munita di altisonanti &quot;Progetti psicologici&quot;, basati sul controllo del comportamento, &#232; entrata nella scuola, somministra test, questionari di improbabile validit&#224; scientifica, ne valuta i risultati ed infine etichetta il bambino, visto che qualsiasi difficolt&#224; pu&#242; rientrare tranquillamente in qualche &quot;disturbo psichiatrico&quot; come ADHD o la discalculia, la disortografia, ecc&#8230;; i genitori non vengono mai completamente informati su cosa si far&#224; esattamente con questi progetti, che spesso sono i pi&#249; variegati e i questionari psicologici invasivi che sollecitano dati sul bambino e sulla famiglia, sono spesso compilati senza il consenso dei genitori, per non parlare di come si utilizzeranno le informazioni raccolte, come verranno valutate e dove andranno a finire. Spesso le etichette rimangono nella storia dell'alunno che se le porta avanti anche negli anni successivi e i genitori restano inconsapevoli che il loro figlio sia stato schedato.&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Molti bambini vengono poi indirizzati in centri di neuropsichiatria infantile che sono il punto d'ingresso verso trattamenti farmacologici, anzich&#233; interventi didattici e sociali. Ce ne sono 40 attivi sul territorio nazionale e sono 112 quelli accreditati. E' stato istituito anche un registro nazionale, per monitorare la somministrazione degli psicofarmaci sul campo.&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Su questo tema &#232; pertanto fondamentale il consenso informato e un'inequivocabile chiarezza e trasparenza nell'informazione al cittadino, in merito a queste iniziative svolte sui bambini e ad ogni possibile effetto dei farmaci utilizzati che per altro hanno effetti collaterali molto gravi. Senza la coercizione di &quot;velate&quot; minacce nel caso si rifiutino di somministrare psicofarmaci ai propri figli o sottopongano i figli a trattamenti psicologici.&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Lo screening dei bambini per &quot;localizzare&quot; malattie mentali non &#232; qualcosa di nuovo. Tale strumento trova riscontro nella prassi della Germania nazista per ripulire la societ&#224; dagli &quot;elementi inferiori&quot;. Nel 1930 Ernst Rudin, fondatore della &quot;genetica psichiatrica&quot; e tra gli ideatori dell'Olocausto, durante un discorso al Congresso Internazionale sull'Igiene Mentale che si tenne a Washington D.C., propose un approccio eugenetico unitario per estirpare coloro che sono portatori noti di &quot;malattie ereditarie&quot;. In cima all'elenco dei &quot;difetti&quot; che gli eugenisti americani avrebbero stilato in seguito, c'era il &quot;disturbo da deficit dell'attenzione&quot;. Come diretta conseguenza del movimento di eugenetica psicologica, le scuole americane effettuarono per prassi lo screening dei bambini, e quelli che venivano ricoverati &quot;idiota, imbecille, e deficiente erano tutti termini medici&quot;, venivano usati per definire vari livelli di ritardo o incapacit&#224; mentale&quot;. A tutt'oggi ben 17 milioni di bambini nel mondo sono stati diagnosticati &quot;disturbi mentali&quot;.&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani raccomanda di informarsi attentamente, di non accettare facili diagnosi psichiatriche sia per se stessi che per i propri figli, ma richiedere accurate analisi mediche.&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Se ritieni di aver subito danni a causa di diagnosi o trattamenti psichiatrici puoi metterti in contatto con il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani Onlus.&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Tel.: 02 36510685&lt;br/ &gt;
Email: linea.stampa@ccdu.org&lt;br/ &gt; Siti: www.ccdu.org&lt;br/ &gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Medicine per tutti a cominciare dai sani</title>
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		<description>Ripudiati i tempi in cui i farmaci della mente venivano prescritti solo per vincere le crisi psicotiche pi&#249; acute e le depressioni estreme. Ora si sta imponendo un'assistenza a tutto campo e con tempi anticipati tanto da coinvolgere a scopi discutibilmente preventivi persino soggetti sani. &#200; la nuova frontiera della farmacologia: aiutare chiunque voglia migliorare le proprie prestazioni e mettersi al riparo da ogni rischio. &lt;br /&gt;Gli psicofarmaci sono medicinali che agiscono direttamente sul (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;Ripudiati i tempi in cui i farmaci della mente venivano prescritti solo per vincere le crisi psicotiche pi&#249; acute e le depressioni estreme. Ora si sta imponendo un'assistenza a tutto campo e con tempi anticipati tanto da coinvolgere a scopi discutibilmente preventivi persino soggetti sani. &#200; la nuova frontiera della farmacologia: aiutare chiunque voglia migliorare le proprie prestazioni e mettersi al riparo da ogni rischio.&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gli psicofarmaci sono medicinali che agiscono direttamente sul Sistema Nervoso Centrale, allo scopo d&#236; riequilibrare le alterazioni prodotte dai disturbi psichici (fondamentalmente difetti di comunicazione fra neuroni). Si dividono in tre principali categorie: antidepressivi, ansiolitici, neurolettici (antipsicotici). La loro storia comincia negli anni '50 del secolo scorso, quando la conoscenza sempre pi&#249; approfondita dei meccanismi di funzionamento cerebrale ne ha permesso la preparazione e la commercializzazione. Una grande scoperta utilizzata nel peggiore dei modi: quello che doveva essere (e rimanere ... ) uno strumento utile nel trattamento delle crisi psicotiche acute e nelle depressioni maggiori, &#232; diventato un business di portata mondiale, ingenerando nella popolazione l'idea perversa della &quot;pillola magica che risolve tutti i problemi&quot;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Il silenzio sui danni collaterali&lt;/strong&gt; Con gli anni '80 e la scoperta della fluoxetina (leggi Prozac, Zoloft... ), il consumo degli psicofarmaci antidepressivi &#232; letteralmente esploso; &quot;i farmaci per la mente&quot; entrarono nelle liste dei &quot;blockbuster&quot;, i prodotti di pi&#249; grande successo commerciale. Anche per questo motivo il problema degli effetti collaterali - t&#236;pici di questi farmaci - &#232; stato sempre sottaciuto o minimizzato, come il fatto che lo psicofarmaco agisce solo sulla sedazione del sintomo e non sul disagio vero e proprio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Sei depresso? Cambia il circuito&lt;/strong&gt; L'istituto di Neurogenetica e Neurofarmacologia dell'Universit&#224; di Cagliari sta conducendo delle ricerche su alcune molecole che potrebbero far nascere una nuova generazione di psicofarmaci. In futuro sar&#224; forse possibile creare chimicamente nuovi circuiti neurali per sostituire quelli usurati dalla depressione o da altre patologie psichiche. Secondo i ricercatori, questi farmaci sarebbero molto pi&#249; efficaci degli odierni antidepressivi, che si limitano a&quot;tamponare&quot; la depressione. Insomma, se sei un po' troppo malinconico non chiederti il motivo, cambia l'impianto!&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;II futuro: una pillola per ogni problema&lt;/strong&gt;
Prestate attenzione alla frase seguente: &#171;La combinazione di tre medicine per il cuore, risultata efficace sui malati oltre i 55 anni, potrebbe salvare la vita anche ai soggetti sani&#187;. No, non &#232; un errore di stampa, e non stiamo facendo della satira. Quello che avete appena letto &#232; un titolo, apparso su un quotidiano nazionale qualche mese fa, che celebrava i risultati preliminari di una sperimentazione farmaceutica. La nuova frontiera della farmacologia &#232; questa: curare i sani. Ma anche dare la possibilit&#224; a chiunque lo voglia di prevenire ogni malattia, di &quot;migliorare le proprie prestazioni&quot;, di superare o anticipare ogni difficolt&#224; con il farmaco appropriato.
Si tratta di un cocktail di farmaci per cardiopatici da somministrare in modo preventivo a persone sane per prevenire casi di ictus o di infarto. Secondo un team di ricerca britannico dell'Universit&#224; di Nottingham, somministrare quotidianamente a persone di mezza et&#224; il cocktail produrrebbe una potentissima azione preventiva riducendo di oltre l'80% la mortalit&#224; dovuta a patologie cardiovascolari. La proposta ha suscitato un acceso dibattito, non solo in relazione all'efficacia - tutta da dimostrare - del trattamento. Si sostiene, infatti, che la polipillola potrebbe dissuadere molte persone dal condurre uno stile di vita sano.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;Il farmaco che cancella i brutti ricordi&lt;/strong&gt;
Un vecchio antipertensivo potrebbe diventare la pillola del non ricordo. Alcuni ricercatori dell'Universit&#224; di Harvard e l'Associazione parigina di Psichiatria Biologica stanno sperimentando un utilizzo nuovo del propanolo, principio attivo conosciuto fin dagli anni '50, per cancellare i brutti ricordi e gli eventi traumatici della vita come si trattasse di un mal di pancia o di una cefalea.
Il mondo scientifico appare diviso: secondo Francesco D'Agostino, presidente del Comitato nazionale di Bioetica, &#171;dietro questa linea c'&#232; solo l'interesse delle case farmaceutiche. Il ricordo, anche se traumatico, &#232; necessario alla rigenerazione di s&#233;&#187;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Boom delle pillole! Le mandiamo gi&#249; per niente</title>
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		<description>Gli italiani ricorrono a farmaci di ogni tipo pur di vincere o prevenire anche i disturbi meno preoccupanti

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;Analgesici, antidolorifici, sonniferi, e naturalmente psicofarmaci: agli italiani non serve neanche un poco di zucchero per mandare gi&#249; la pillola. Basta il sentore che il mal di testa o il mal di denti siano in arrivo, e al grido &quot;meglio prevenire che curare&quot;, subito ricorrono a farmaci di ogni tipo, Oggi il corpo &#232; visto come una macchina, deve essere sempre efficiente, e di fronte al minimo problema deve essere riparata il pi&#249; in fretta possibile. Si &#232; sviluppata cos&#236; un'assunzione abitudinaria dei cosiddetti prodotti da banco, quelli per i quali non serve la prescrizione del medico e che evidentemente vengono vissuti come rimedi utilizzabili in maniera leggera. Non stiamo infatti parlando di coloro che sono affetti da malattie gravi, o da patologie croniche, quanto piuttosto di coloro che non sono per niente abituati a convivere con il disagio fisico. E che proprio per questo non sanno pi&#249; dare altra risposta al dolore se non quella di ricorrere all'inseparabile farmaco.
Insomma, sembra quasi che i farmaci contro mal di denti, dismenorrea, mal di testa, mal di schiena e via dicendo, abbiano sostituito nelle tasche e nelle borsette gli amuleti tipici della tradizione italiana. Un paragone non casuale, perch&#233; spesso l'utilizzo che ne viene fatto &#232; analogo. Insomma, il disagio, la sofferenza, il dolore, sono esperienze che non solo possono, ma devono essere obbligatoriamente evitate per continuare a produrre, divertirsi, non fermarsi mai.
Ed ecco perch&#233; il ricorso a psicofarmaci, il cui solo nome una volta evocava il fantasma della malattia mentale, viene oggi giustificato anche quando non necessario. Quasi che la terapia farmacologica per disagi quali ansia e attacchi di panico fosse l'unica strada percorribile. La conclusione &#232; che oggi, secondo i dati della nostra indagine, sette italiani su dieci si dicono incapaci di rinunciare al consumo di farmaci per superare il mal di testa da stanchezza, o ricorrono a sonniferi se il sonno tarda qualche minuto ad arrivare, o si portano appresso l'ansiolitico, anche un po' per scaramanzia, se mai dovessero entrare in crisi.&lt;/div&gt;
		
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		<title>Quella fame da psicofarmaco</title>
		<link>http://www.inmedicinewetrust.net/spip.php?article21</link>
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		<dc:date>2007-09-06T22:03:52Z</dc:date>
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<category domain="http://www.inmedicinewetrust.net/spip.php?rubrique7">Riviste</category>


		<description>Molti determinano un consistente aumento del peso, come dimostra un'indagine clinica. Antidepressivi e antipsicotici la loro assunzione pu&#242; determinare un notevole Incremento di peso sino a 15 kg in 4 anni. Ma una attenta valutazione del medico e alcuni accorgimenti possono evitarlo. &lt;br /&gt;La maggior parte degli psicofarmaci comunemente usati causa aumento del peso corporeo. Un'indagine condotta da cinque ricercatori della Clinica Psichiatrica Universitaria di Friburgo su antidepressivi, (...)


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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;Molti determinano un consistente aumento del peso, come dimostra un'indagine clinica.
Antidepressivi e antipsicotici la loro assunzione pu&#242; determinare un notevole Incremento di peso sino a 15 kg in 4 anni. Ma una attenta valutazione del medico e alcuni accorgimenti possono evitarlo.&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La maggior parte degli psicofarmaci comunemente usati causa aumento del peso corporeo. Un'indagine condotta da cinque ricercatori della Clinica Psichiatrica Universitaria di Friburgo su antidepressivi, equilibratori dell'umore ed antipsicotici ha identificato i farmaci pi&#249; a rischio per questo effetto indesiderato, che andrebbe monitorato attentamente nel corso della terapia, vista la sua potenziale capacit&#224; di indurre squilibri metabolici anche gravi, come il diabete.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;DIVERSIT&#192; VECCHI E NUOVI
Tra gli antidepressivi sono queli di pi&#249; antica introduzione in commercio, i cosiddetti triciclici, a conquistare il poco invidiabile primato di farmaci pi&#249; &quot;ingrassanti&#8221;(gi&#224; negli anni 80 del secolo scorso fu evidenziato come il trattamento con questi farmaci portava ad un aumento medio di 1 chilo al mese), mentre gli inibitori delle monoaminossidasi e del reuptake della serotonina sono generalmente meno a rischio. Un solo antidepressivo sembra, invece, dotato di propriet&#224; dimagranti.
La terapia con stabilizzanti dell'umore (utili nel trattamento del disturbo bipolare o psicosi maniacodepressiva) &#232; quasi sempre accompagnata da un marcato aumento di peso (10 chili nel lungo periodo nel 20% dei pazienti) se si utilizzano quelli &quot;classici&quot;, mentre quelli d&#236; pi&#249; recente produzione sono associati ad effetti sul peso pi&#249; attenuati o addirittura a dimagrimento.
Un discorso a parte meritano gli antipsicotici, utilizzati soprattutto per la cura della schizofrenia. I farmaci appartenenti a questa classe di pi&#249; recente introduzione sul mercato (i cosiddetti antipsicotici atipici) hanno ridotto al minimo alcuni effetti collaterali che erano molto frequenti con i farmaci tradizionali ( rigidit&#224;, tremore, irrequietezza, disturbi del movimento, salivazione eccessiva); la maggior parte di essi per&#242; induce un aumento di peso generalmente superiore a
quello causato dai vecchi farmaci (fino a 10-15 chili dopo 4 anni). In Italia questo problema &#232; stato affrontato in uno studio del dottor Salvatore Gentile del Dipartimento di Salute Mentale della ASL Salemo I, che ha sottolineato come nel valutare i possibili effetti sul peso corporeo di una terapia antipsicotica vada considerata una moltitudine di fattori, alcuni relativi al farmaco ed altri al paziente: tra questi ultimi l'et&#224;, il sesso, l'indice di massa corporea, il peso all'inizio del trattamento, il tipo di disturbo psichiatrico, lo stile di vita e la vulnerabilit&#224; genetica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;IPOTALAMO E SAZIET&#192;
La regolazione dell'assunzione di cibo &#232; infatti affidata al &quot;centro della saziet&#224;&quot; situato nell'ipotalamo, area cerebrale sensibile a numerosi segnali che provengono dall'apparato digerente e dal tessuto adiposo e che la informano sulle necessit&#224; nutritive dell'organismo. La trasmissione di questi segnali avviene per mezzo d&#236; numerosi mediatori chimici, tra i quali vi sono prodotti del metabolismo degli zuccheri e dei grassi, ormoni, neurotrasmettitori e sostanze come la colecistochinina e la leptina; &#232; stato dimostrato che la ca-renza, geneticamente determinata, di quest'ultima o del recettore specifico per essa presente sui neuroni dell'ipotalamo, si associa ad eccessiva assunzione di cibo e obesit&#224;.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;COME SCEGLIERLI
Queste considerazioni sono di ovvia importanza nella scelta di un farmaco da parte dello specialista: le conseguenze negative per la salute dei pazienti ai un aumento eccessivo del peso corporeo impongono infatti al clinico di considerare tutte le possibili alternative per ridurre al minimo questo frequente effetto collaterale. Oltre alle caratteristiche del paziente sopra ricordate e alle specifiche modalit&#224; di azione dei farmaci prescritti lo psichiatra dovr&#224; valutare attentamente anche l'interazione tra di essi, il dosaggio al quale sono somministrati, la loro capacit&#224; di bloccare i recettori cellulari per l'acetilcolina e l'istamina e di potenziare o ridurre l'attivit&#224; cerebrale di dopamina, noradrenalina e serotonina: tutte queste sostanze sono, infatti, neurotra-smettitori capaci di regolare la sensazione di fame o saziet&#224; e l'assunzione di cibo. A tale proposito va ricordato che la sensazione di bocca secca e la sonnolenza, effetti collaterali piuttosto frequenti in corso di terapia con psicofarmaci, sono in genere legate rispettivamente proprio al blocco dell' acetilcolina e dell'istamina. E' inoltre opportuno conoscere gli effetti esercitati da ogni farmaco sul sistema endocrino ( con particolare attenzione agli ormoni tiroidei), sul metabolismo dei carboidrati e sulla ritenzione di sodio.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;LA PREVENZIONE
Lo studio dell'Universit&#224; di Friburgo ridimensiona gli entusiasmi, per le presunte propriet&#224; dimagranti di alcuni psicofarmaci e invita gli psichiatri a va-lutare attentamente il rischio di un possibile aumento di peso durante la cura. Ci&#242; non deve, tuttavia, portare a temere indiscriminatamente ogni tipo di terapia psichiatrica, sia perch&#233; le alternative a disposizione dei clinici sono numerose sia perch&#233; l'effetto ingrassante dei farmaci pu&#242;, comunque, essere prevenuto con il movimento e una dieta ipocalorica.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Psichiatra, Servizio
Psichiatrico
Diagnosi e Cura, Viterbo&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Non solo prozac</title>
		<link>http://www.inmedicinewetrust.net/spip.php?article17</link>
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<category domain="http://www.inmedicinewetrust.net/spip.php?rubrique7">Riviste</category>


		<description>La disillusione di scandali ed effetti collaterali
Negli ultimi anni alcune terapie farmacologiche molto diffuse sono state messe in discussione: nuovi studi ne hanno confutato l'efficacia, in qualche caso si &#232; scoperto che potevano fare pi&#249; male che bene. Soprattutto, alcuni gravissimi scandali hanno travolto l'industria farmaceutica, sollevando seri dubbi sull'efficacia dei controlli e sugli &quot;standard etici&quot; con cui i colossi del farmaco operano. Ecco i casi pi&#249; eclatanti.

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;La disillusione di scandali ed effetti collaterali
Negli ultimi anni alcune terapie farmacologiche molto diffuse sono state messe in discussione: nuovi studi ne hanno confutato l'efficacia, in qualche caso si &#232; scoperto che potevano fare pi&#249; male che bene. Soprattutto, alcuni gravissimi scandali hanno travolto l'industria farmaceutica, sollevando seri dubbi sull'efficacia dei controlli e sugli &quot;standard etici&quot; con cui i colossi del farmaco operano. Ecco i casi pi&#249; eclatanti.&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;Vioxx, cronaca di un disastro&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;&#8220;II pi&#249; grande disastro farmaceutico nella storia dell'umanit&#224;&#8221;. Con queste parole David Graham, ricercatore della FDA, ha commentato durante un'audizione al senato americano l'affare Vioxx, l'antinfiammatorio prodotto dalla Merck e ritirato dalla stessa casa farmaceutica nel settembre 2004, dopo la pubblicazione di uno studio che ne correlava l'utilizzo al raddoppio di infarti e ictus (ma dopo 5 anni di produzione e miliardi di dollari incassati). Graham sostiene che la cifra di 27.785 casi di morte o di infarto inizialmente stimata dovr&#224; essere corretta e passare a 88.000 se non a 139.000. &#171;&#200; come se ogni settimana precipitassero da due a quattro aerei&#187;, ha tristemente concluso il ricercatore.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
Lipobay-Baycol anticolesterolo con danni&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Si tratta di tarmaci anticolesterolo usati per prevenire crisi cardiache in pazienti cardiopatici. Vennero ritirati nel 2001 dopo che il loro utilizzo fu messo in correlazione con oltre cinquanta decessi in tutto il mondo. &#200; stato provato che, in associazione con altri farmaci (statine, fibrati) provoca danni muscolari con possibili complicazioni renali e cardiache.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;La terapia ormonale, menopausa a rischio&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel 2002, uno studio condotto iniziato nel 1999 su 16.000 donne americane che prendevano ormoni durante la menopausa ha a tal punto confutato la &quot;mitologia&quot; costruita sopra questa cura da essere stato interrotto prima della data prevista. Dopo 5 anni, l'assunzione degli ormoni estroprogestinici ha evidenziato che i rischi erano superiori ai benefici: aumento di ictus, trombosi venosa, embolia polmonare, tumore al seno.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
Gli effetti collaterali &quot;nascosti&quot; del Prozac &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Faceva cosi bene che si poteva darlo persino ai bambini; soltanto due anni la FDA (Food and Drug Administration, l'ente americano preposto al controllo e alla vendita dei farmaci) ne aveva consentito l'utilizzo in et&#224; pediatrica, suscitando il plauso prematuro della Societ&#224; italiana di Pediatria (Corriere della Sera, 21-01-03:1 pediatri italiani aprono al Prozac). Peccato che la Edy Lilly, la multinazionale che sul Prozac ha costruito negli ultimi 20 anni la sua fortuna, abbia secretato un rapporto interno, datato 1988, in cui si evidenziava un &#171;eccesso di eccitazione motoria, aggressivit&#224; fino a tendenze suicidarie in percentuale doppia rispetto a un gruppo di controllo&#187; (38% contro 19%). Appare significativo il fatto che il dossier scomparso sia tornato alla luce dopo che il farmaco ha perduto i vantaggi del brevetto, scaduto sul finire del 2003.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
Genericamente utile&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In Italia il farmaco generico (copie di prodotti di marca il cui brevetto &#232; scaduto) &#232; una forma di risparmio snobbato, ignorato, sconosciuto. I medicinali 'non griffati&quot;, e per questo meno cari (a volte anche del 70 per cento), sono stati introdotti nel nostro Paese nel 1996; quasi dieci anni dopo rappresentano meno del 2 per cento del mercato. Eppure, all'estero non &#232; cos&#236;. In Germania il togo non ha importanza: i generici corrispondono al 19,5 per cento, e si prevede che toccheranno il 25 entro la fine del 2009. Negli Stati Uniti, che hanno fatto da battistrada, siamo gi&#224; attorno al 40 per cento, con pronostici di raddoppio a tempi brevi. Nonostante l'Italia, dunque, la nave dei farmaci generici va a gonfie vele, con una crescita sul mercato mondiale del 10 per cento nei prossimi quattro anni, e un fatturato che toccher&#224; i cento miliardi di dollari nel 2010. Cos&#236; le multinazionali farmaceutiche, i grandi nemici di questa innovazione, hanno deciso di saltare sul carro dei vincitori.
Dopo anni passati a difendere anche nei tribunali i brevetti, strappando con i denti continui rinvii della scadenza della licenza esclusiva, le major hanno cambiato strategia. Certo, non mollano n&#233; licenze esclusive, ma allo stesso tempo comprano le case piccole e medie che, In questi anni, si sono dedicate alla produzione dei generici. Grazie a questo processo la Novartis, una delle Big Pharma, trasformer&#224; la divisione Sandoz nel principale produttore mondiale di generici. E questo spinger&#224; ancora di pi&#249; tali farmaci sul mercato internazionale.
Perch&#233; l'Italia &#232; in ritardo? Sicuramente c'&#232; di mezzo una cultura arretrata del cittadino-consumatore, una ostilit&#224; verso il nuovo e una fiducia cieca nella marca come garanzia di qualit&#224;. Inoltre molti medici di base sono convinti della superiorit&#224; del farmaco &quot;griffato&quot;. Tanto che, raccontano i farmacisti romani in un'inchiesta di un quotidiano nazionale, &quot;spesso vediamo ricette dei prodotti di marca che portano la scritta 'non sostituibile', anche se il generico ha lo stesso principio attivo&quot;. Infine, c'&#232; un discorso di mercato: nel nostro Paese, le case farmaceutiche hanno scelto di tenere basso il prezzo dei nuovi prodotti &quot;griffati&quot;, rendendoli competitivi con i generici.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
PANORAMA&lt;/h3&gt;
&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;2000&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Uno studio registra un incremento di 5 volte di incidenza di infarto nei pazienti trattati con rofecoxib (Vioxx) rispetto al gruppo trattato con naprossene.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;2001&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;In una metanalisi che valuta il rischio di eventi cardiovascolari con i Coxib, gli autori concludono: &#171;Prescriverli con cautela a pazienti a rischio cardiovascolare&#187;.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;2002&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Le autorit&#224; sanitarie francesi chiedono all'Etnea di riconsiderare il profilo rischio/beneficio dei Coxib per sicurezza cardiovascolare, gastrointestinale, reazioni cutanee e ipersensibilit&#224; gravi.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;
2003&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'Emea riconosce l'efficacia ma chiede modifiche sostanziali al foglietto illustrati-vo di tutti i Coxib.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;2004&lt;/i&gt; &lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Uno studio mostra che, alla dose di 25 mg/giorno di rofecox&#236;b (Vioxx), raddoppiano infarti e ictus. A settembre, la Merck ritira il Vioxx dal commercio. S&#236; stima che i decessi siano stati tra 88 mila e 140 mila.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;
I FARMACI RITIRATI E QUELLI A RISCHIO &lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; CERIVASTATINA
&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;(Lipobay/Baycol)&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Appartiene alla classe degli anticolesterolo (statine) usati per prevenire eventi coronarici in pazienti con cardiopatie. Fu ritirato nel 2001 con l'accusa di aver causato numerosi decessi. Specie se associato ai fibrati provoca danni muscolari, fino a rabdomiolisi, con gravi conseguenze a livello renale e cardiaco.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
ANTIDEPRESSIVI
(Prozac, Zoloft. Paxil, Effexor)&lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Gli antidepressivi di nuova generazione, gli Ssri, che inibiscono la ricaptazione della serotina, erano considerati efficaci anche negli adolescenti. Nel 2004 la Fda e l'Emea hanno stabilito che non solo gli Ssri ma l'intera categoria degli antidepressivi aumenta il rischio di comportamenti suicidi nei pazienti pediatrici e negli adolescenti.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
CISAPRIDE
&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;(Cipril/Alimix)&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Farmaco usato anche nei bambini contro il reflusso gastroesofageo: ritirato dal commercio nel 2000 dopo che Vanessa Young, una 15enne con lievi disturbi gastrici, mor&#236; di infarto a causa del farmaco. Negli Usa viene ancora prescritto, in casi particolari e sotto stretta sorveglianza del medico.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;SIBUTRAMINA
&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;(Meridia/Reductll)&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sviluppata inizialmente come antidepressivo, si scopr&#236; che poteva servire a perdere peso, facendo crescere i livelli di serotonina e noradrenalina. Fa aumentare la pressione arteriosa ed espone a rischio cardiovascolare anche fatale. Nel marzo 2002 il Ministero della Salute sospende cautelativamente la vendita del farmaco e richiede all'Emea una rivalutazione del profilo rischio/beneficio. La sospensione della sibutramina &#232; annullata nell'agosto 2002 ed &#232; riammessa in commercio con precise controindicazioni e a uso specialistico.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
TERAPIA SOSTITUTIVA ORMONALE&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Nel 2002 uno studio su 16 mila donne, il Women's health initiative (Whi), che prendevano ormoni (estro-progestinici) in menopausa &#232; stato interrotto prima della data prevista, il 2005, dopo 5 anni e due mesi: l'assunzione in dosi fisse di questa combinazione di ormoni ha evidenziato che i rischi erano superiori ai benefIci: aumento di ictus, trombosi venosa, embolia polmonare e tumore al seno.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;ROSUVASTATINA&lt;/strong&gt;
&lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;(Crestor)&lt;/i&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Introdotta sul mercato nel 2003 &#232; anch'essa sotto stretta sorveglianza, come tutte le altre statine. David Graham, dell' Fda, in contrasto con la sua Agenzia per la sicurezza sui farmaci sostiene sia necessario sottoporre a revisione il Crestor per gli alti rischi cui &#232; associato: danni musco-ari, come la rabdomiolisi, e insufficienza renale.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;i class=&quot;spip&quot;&gt;
GLI 11 COLOSSI DI BIG PHARMA&lt;/i&gt; &lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I profili delle maggiori industrie farmaceutiche con i loro punti di forza e le loro debolezze. Alcune stanno cercando di diversificare i loro prodotti e gli obiettivi della loro ricerca. Altre rinunciano a settori del mercato per occuparne di nuovi, pi&#249; redditizi. Altre ancora si fondono e danno vita a mega aziende.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
PFIZER&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La multinazionale Usa ricava l'86 per cento dei suo giro d'affari dai farmaci (suo &#232; il Viagra), ma &#232; presente anche nella salute animale (6,3 miliardi di dollari sulle vendite totali di 52,51 miliardi nei 2004). Un quinto dell'attivit&#224; viene dall'anticolesterolo Iipitor, il cui brevetto &#232; contestato dai produttori di generici. Il suo antinfiammatorio Celebrex ha le stesse caratteristiche del Vioxx (Merck), ma non &#232; stato ritirato dal mercato.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
NOVARTIS&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I farmaci sono al primo posto (oltre il 60 per cento del giro d'affari nel 2004) del gruppo svizzero, che punta anche sui generici (con la filiale Sandoz), sui farmaci veterinari, sul settore della nutrizione e sui medicinali da banco (il 7 per cento dell'attivit&#224;). L'antinfiammatorio Prestige, stessa classe terapeutica del Vioxx (Merck), &#232; sotto accusa per aver causato problemi cardiaci. L'indice di borsa di Novartis &#232; in ascesa.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;ASTRAZENECA&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;I laboratorio anglo-svizzero ha il 97 per cento dei ricavi dal settore medico, e una posizione di primo piano nei settori cardiovascolare, respiratorio e gastroenterologico, in oncologia e anestesia. Il Mopral (antiulcera), brevetto scaduto nel 2004, &#232; stato uno dei farmaci pi&#249; venduti al mondo. Ma il gruppo &#232; in crisi: il Crestor (anticotesterolo) avrebbe causato morti. Il nuovo anticancro Iressa non darebbe i benefici sperati. Il titolo in borsa &#232; in ascesa.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
JOHNSON&amp;JOHNSON&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Creato nel 1885, il gruppo Usa ha tre poli: farmacia e biotecnologie, con molecole per cancro e anemia, epilessia, malattie psichiche; parafarmacia; e una divisione per lenti a contatto, strumenti chirurgici e cardiovascolari. L'acquisto della Guidant, leader di apparecchi cardiaci e vascolari,diluisce il peso della farmacia ancorando il gruppo in un settore esteso come quello della salute.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
ROCHE&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per il colosso svizzero, il 27 per cento dei ricavi viene da un'attivit&#224; non medica (diagnostica). E' uno dei laboratori che investe di pi&#249; nelle biotecnologie: nel 1990 ha preso il controllo di Genentech, di Pcr Technology nel '91, di B&#243;hriner Mannheim nel '98, di Chugai nel 2002. Il 40 per cento delle vendite viene da 13 molecole ottenute con biotecnologie. Il Roaccutane &#232; stato accusato di provocare turbe del comportamento.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;SANOFI-AVENTIS&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'obiettivo &#232; la fusione fra i gruppi francesi Sanofi-Synth&#233;labo e Aventis, la societ&#224;, che realizza il 95 per cento del suo giro d'affari con i farmaci senza prescrizione, tenta di diversificarsi con i generici, con il marchio Winthrop. Sanofi-Aventis ha un portafoglio di 2.650 farmaci, il doppio di Pfizer: nel gruppo americano l'80 per cento delle vendite viene da una ventina di prodotti, Sanofi arriva a questa percentuale con 64 farmaci.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;GLAXOSMITHKLINE&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Per il gruppo inglese l'85 per cento del ricavo viene dai farmaci. Bench&#233; abbia molte molecole in via di sviluppo (quasi 90), i farmaci che potrebbero rilanciarne l'attivit&#224; e sventare la minaccia dei generici tardano ad arrivare. Si prevede una crescita lenta fino al 2007, seguita da un boom. II gruppo ha fatto investimenti notevoli nel settore ricerca e sviluppo, per automatizzarlo il pi&#249; possibile riducendo i ritardi nella creazione di nuovi medicinali.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;
MERCK&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Dopo il ritiro del Vioxx, che avrebbe causato circa 100 mila eventi cardiovascolari, Merck potrebbe affrontare 575 processi. Gli insuccessi si accumulano: un tribunale Usa ha deciso che i brevetti del Fosamax (antiosteoporosi) scadranno nel 2008, dieci anni prima del previsto, il farmaco star resta l'anticolesterolo Zocor, con vendite calate del 5 per cento nel 2004. La caduta del titolo in borsa alimenta le voci di un'offerta pubblica di acquisto.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;BRISTOL-MYERS SQUIBB&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;L'82 per cento dei profitti del gruppo americano viene dai farmaci. Nel 2001 ha acquistato la filiale farmaceutica di DuPont. L'azienda ha ceduto i suoi farmaci da banco per concentrarsi sulla ricerca contro Alzheimer, diabete e obesit&#224;. Un forte investimento nella societ&#224; biotecnologica Imclone ha procurato problemi con le autorit&#224; americane. Bms commercializza negli Usa il Plavix, uno dei farmaci di punta di Sanofi- Aventis.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt; &lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;BAYER&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;II gruppo tedesco che ha creato l'aspirina ha ridotto la sua posizione nel settore farmaceutico, che rappresenta solo il 37 per cento di un'attivit&#224; molto diversificata. Ha acquistato, nel 2004, la divisione farmaci da banco di Roche e oggi &#232; uno dei protagonisti di questo mercato: il 25 per cento della sua attivit&#224;. Colpito, nel 2001, dal ritiro dell'anticolesterolo Baycol, sospettato di aver causato morti, non ha finto di indennizzare le vittime o i loro familiari.&lt;/p&gt; &lt;h3 class=&quot;spip&quot;&gt;
&lt;strong class=&quot;spip&quot;&gt;ABBOT&lt;/strong&gt; &lt;/h3&gt;
&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Il gruppo americano &#232; presente su cinque segmenti d&#236; prodotti: farmaci (oltre il 50 per cento del giro d'affari), diagnostica, prodotti tecnici per ospedali, pediatrici e nutrizionali, il Meridia, antiobesit&#224;, &#232; stato messo sotto accusa da David Graham della Fda. In compenso, l'Humira, contro i dolori artritici, ha approfittato del ritiro del Vioxx: non pare avere controindicazioni per i pazienti con malattie cardiovascolari.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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		<title>Antidepressivo pu&#242; spingere al suicidio</title>
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		<dc:date>2007-09-06T20:14:41Z</dc:date>
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<category domain="http://www.inmedicinewetrust.net/spip.php?rubrique6">Cronaca</category>


		<description>NEW YORK &#8212; La societ&#224; farmaceutica Glaxo ha scritto ai medici di tutto il mondo mettendoli in guardia: l'antidepressivo Paxil pu&#242; provocare tentativi di suicidio tra giovani adulti, fra chi ha superato i 18 e non ancora compiuto i 30 anni. Lo studio della Glaxo, che ha coinvotto 15.000 persone, ha dimostrato che comportamenti o pensieri suicidi sono pi&#249; probabili in chi consumai il Paxil e ha meno di 30 anni: 11 tentativi su 3.500 pazienti. Tra gli adulti non &#232; stato segnalato alcun effetto. (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;NEW YORK &#8212; La societ&#224; farmaceutica Glaxo ha scritto ai
medici di tutto il mondo mettendoli in guardia: l'antidepressivo Paxil pu&#242; provocare tentativi di suicidio tra giovani adulti, fra chi ha superato i 18 e non ancora compiuto i 30 anni.
Lo studio della Glaxo, che ha coinvotto 15.000 persone, ha dimostrato che comportamenti o pensieri suicidi sono pi&#249; probabili in chi consumai il Paxil e ha meno di 30 anni: 11 tentativi su 3.500 pazienti. Tra gli adulti non &#232; stato segnalato alcun effetto.
Dal 2004 l'allerta riguardava soprattutto bambini e adolescenti sotto cura con lo stesso medicinale o similari, come il Prozac. Sempre nel 2004 in Europa le autorit&#224; avevano raccomandato di monitorare attentamente i giovani sotto cura proprio per il rischioso aumento di comportamenti suicidi.&lt;/div&gt;
		
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		<title>Ragazza tenta il suicidio</title>
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		<dc:date>2007-08-03T16:35:00Z</dc:date>
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<category domain="http://www.inmedicinewetrust.net/spip.php?rubrique6">Cronaca</category>


		<description>E' fuori pericolo la ragazzina che qualche giorno fa ha tentato di togliersi la vita ingerendo un mix di farmaci perch&#232; i genitori osteggiavano il suo rapporto sentimentale lesbico. Dopo aver ricevuto le prime cure nel reparto di Rianimazione dell'ospedale 'San Leopoldo Mandic' di Merate (Lecco) ora &#232; ricoverata in Psichiatria per il trattamento sanitario obbligatorio previsto in casi di tentato suicidio. Nulla si sa sulla identit&#224; della adolescente se non che abita con la famiglia nel (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;E' fuori pericolo la ragazzina che qualche giorno fa ha tentato di togliersi la vita ingerendo un mix di farmaci perch&#232; i genitori osteggiavano il suo rapporto sentimentale lesbico. Dopo aver ricevuto le prime cure nel reparto di Rianimazione dell'ospedale 'San Leopoldo Mandic' di Merate (Lecco) ora &#232; ricoverata in Psichiatria per il trattamento sanitario obbligatorio previsto in casi di tentato suicidio. Nulla si sa sulla identit&#224; della adolescente se non che abita con la famiglia nel Meratese. Tuttavia, secondo alcune indiscrezioni, pare che circa un mese fa la stessa ragazzina avrebbe tentato un'altra volta di compiere il disperato gesto per gli stessi motivi. In quel caso, per&#242;, le sue condizioni non erano particolarmente gravi tanto che non &#232; stata neppure portata in Rianimazione. Cos&#236; come allora, settimana scorsa, al termine dell'ennesima lite con la madre, la pi&#249; forte oppositrice a quel rapporto sentimentale e che aveva imposto alla figlia l'assoluto divieto ad incontrare la fidanzatina, si &#232; chiusa nella sua cameretta ingerendo una notevole quantit&#224; di farmaci di vario genere, alcuni regolarmente prescritti con ricetta medica. I genitori si sono resi conto dell'accaduto solo il mattino successivo quando &#232; arrivata l'altra ragazzina, informata dall'aspirante suicida dell'infausta decisione. Quando i genitori sono entrati in camera l'hanno trovata in condizioni decisamente gravi. Sul posto sono immediatamente giunti i mezzi del 118. Portata al 'Mandic' &#232; stata sottoposta a lavanda gastrica e tenuta in osservazione per alcuni giorni nel Reparto di terapia Intensiva. Sempre secondo quanto appreso, i genitori avrebbero taciuto i motivi del gesto spiegando ai medici di non sapersi dare una spiegazione. La verit&#224;, almeno quella raccontata dalla protagonista della vicenda, &#232; emersa quando l'adolescente si &#232; ripresa.&lt;/div&gt;
		
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		<title>Scelta terapia non prudente</title>
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		<dc:date>2007-07-28T17:19:00Z</dc:date>
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		<description>Fu &#171;la modifica del trattamento farmacologico&#187; decisa dal medico a provocare &#171;la recrudescenza della patologia psichiatrica del malato che ha poi portato al tragico atto del 24 maggio 2000&#187;, quando Giovanni Musani, ospite di una comunit&#224; per ex degenti psichiatrici di Imola, uccise a coltellate un educatore, Ateo Cardelli. E' un passo della motivazione della sentenza con la quale il gup Alberto Gamberini ha condannato il 25 novembre scorso a quattro mesi di reclusione per omicidio colposo lo (...)

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_texte'&gt;Fu &#171;la modifica del trattamento farmacologico&#187; decisa dal medico a provocare &#171;la recrudescenza della patologia psichiatrica del malato che ha poi portato al tragico atto del 24 maggio 2000&#187;, quando Giovanni Musani, ospite di una comunit&#224; per ex degenti psichiatrici di Imola, uccise a coltellate un educatore, Ateo Cardelli. E' un passo della motivazione della sentenza con la quale il gup Alberto Gamberini ha condannato il 25 novembre scorso a quattro mesi di reclusione per omicidio colposo lo psichiatra E. P. LA decisione innesc&#242; la &#171;sconcertata&#187; reazione della Federazione degli ordini dei medici della regione, e ora le 52 pagine della motivazione spiegano perch&#232; un dottore che colposamente &#171;riduce o sospende&#187; la somministrazione di un farmaco a un paziente, affetto da schizofrenia paranoide cronica, pu&#242; essere responsabile della sua condotta e delle sue azioni. Senza dimenticare che la patologia di Musiani era &#171;caratterizzata da importanti disturbi comportamentali e da frequenti manifestazioni di violenza o aggressivit&#224;&#187;. Secondo il giudice, la scelta terapeutica operata non fu improntata a quei criteri di prudenza, diligenza e perizia esigibili, nel caso concreto, dallo psichiatra&#187;.&lt;/div&gt;
		
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		<title>Scienza e coscienza</title>
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		<dc:date>2007-03-24T18:09:22Z</dc:date>
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		<description>Sono 30.000 gli Informatori che ogni giorno vedono da otto a dieci medici per incentivare la prescrizione di un certo medicinale a milioni di pazienti. &#171;Se un comportamento &#232; eticamente discutibile, eppure giuridicamente corretto, dobbiamo accettarlo solo perch&#233; &#232; diffuso?&#187;

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 <content:encoded>&lt;div class='rss_chapo'&gt;Interessi in conflitto. Come funziona il rapporto medici-industria? &#200; del tutto perduta la fiducia dei pazienti? Risponde un noto cardiologo&lt;/div&gt;
		&lt;div class='rss_texte'&gt;&lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;La scena si svolge in un giorno qualsiasi. La sala d'attesa &#232; colma, il medico nel suo ambulatorio si appresta a prescrivere un farmaco a un paziente. Pochi minuti prima ha ricevuto un informatore farmaceutico che, regalandogli un costoso testo di medicina o invitandolo a un meeting o a una cena in un noto ristorante, gli elogia le qualit&#224; del suo prodotto. Con quale indipendenza quel medico sceglier&#224; il farmaco pi&#249; idoneo tra quelli con la stessa molecola o altre simili con lo stesso meccanismo di azione? In che misura gli interessi dell'industria condizionano la sua autonomia decisionale, in modo pi&#249; o meno rilevante? Come &#232; stato possibile lo slittamento progressivo che fa perdere ai medici la bussola nel distinguere l'eticamente accettabile dal non accettabile?
Il giuramento di Ippocrate, che viene letto dal pi&#249; giovane neolaureato all'inaugurazione annuale di ogni ordine dei medici, inizia con queste parole: &#171;Giuro di esercitare la medicina in libert&#224; e indipendenza &#187;. Questo &#232; il titolo che Marco Bobbio, cardiologo, ha scelto di dare al suo libro. Un'analisi del mercato colossale della sanit&#224; e dello stretto rapporto tra medici e industria. &#171;Paragonabile, mutuandolo da una novella inglese, alla vita invernale dei porcospini che nelle tane si avvicinano l'un l'altro per scaldarsi, ma se l'abbraccio &#232; stretto si pungono. Nel nostro caso vengono punti anche i pazienti&#187; dice Bobbio, un osservatore privilegiato di strategie, astuzie, zone d'ombra del mondo del farmaco, spesso considerato un bene di consumo anzich&#233; strumento di salute.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Sono 30.000 gli Informatori che ogni giorno vedono da otto a dieci medici per incentivare la prescrizione di un certo medicinale a milioni di pazienti. &#171;Se un comportamento &#232; eticamente discutibile, eppure giuridicamente corretto, dobbiamo accettarlo solo perch&#233; &#232; diffuso?&#187; si chiede Bobbio. &#171;Non &#232; il caso di stigmatizzarlo? E si deve accettare che il conflitto di interessi produca un'informazione inquinata o mendace?&#187;. Medici e industria hanno bisogno l'uno dell'altro, &#232; un rapporto essenziale, ma come nella storia dei porcospini non devono raggiungere quella vicinanza che compromette l'integrit&#224; e l'indipendenza. &#171;La collaborazione tra questi due mondi ha permesso di produrre e sviluppare nuovi farmaci, di far progredire dispositivi e apparecchiature tecniche e di laboratorio&#187; sottolinea. Le novit&#224; in campo terapeutico e diagnostico dipendono dallo stretto rapporto fra medici e industrie. Questa &#232; la parte buona del rapporto che per&#242; pu&#242; degenerare. Ma non dobbiamo buttare via il bambino con l'acqua sporca&#187;.
I fattori che hanno messo in crisi questo rapporto sono molteplici. Per produrre farmaci sempre pi&#249; efficaci, le industrie devono ottenere profitti dai loro investimenti, che in dieci anni si sono quadruplicati: sono aumentati i costi della ricerca, degli studi clinici e della messa a punto. &#171; Se un prodotto &#232; buono, innovativo, &#232; facile commercializzarlo, se non lo &#232; bisogna spingerlo con vari mezzi. E quindi vengono adottate strategie di marketing, mutuate dall'industria dell'automobile, dei liquori, e cos&#236; via&#187; dice Bobbio.
Se i rendimenti languono, perch&#233; i costi sono alti e il ritmo delle innovazioni &#232; rallentato (l'ingresso sul mercato di nuove molecole &#232; in netto calo), l'industria quando ha un prodotto in mano cerca di venderlo il pi&#249; possibile. &#171;Se da una parte ci sono i medici compiacenti che accettano di scrivere articoli, editoriali, commenti, di presentare conferenze senza un'appropriata verifica dei dati - spesso basandosi su quelli che passa l'industria - all'altra c'&#232; un meccanismo di propaganda martellante per cui i medici non riescono pi&#249; a discendere vantaggi e limiti di un determinato farmaco&#187; aggiunge Bobbio.
&#171;Alcuni esponenti delle associazioni scientifiche, ad ogni insinuazione sull'integrit&#224; della categoria, affermano che i medici italiani prescrivono sempre secondo scienza e coscienza. Perch&#233; allora le industrie investirebbero il 30 per cento del loro budget in propaganda se questo non rendesse pi&#249; di quanto hanno investito?&#187; si chiede. In questa logica di marketing, si nascondono in parte o in toto risultati non favorevoli, come &#232; accaduto con il Vioxx.
Un capitolo a parte sono i congressi sponsorizzati dall'industria. &#171;Sono invitati opinion leader a parlare del prodotto, pagati con cachet. E quindi non danno l'importanza dovuta agli effetti indesiderati gi&#224; dimostrati. O non ne parlano del tutto. Due mesi prima del ritiro dal commercio della cerivastatina ho partecipato ad alcuni simposi su quel farmaco: nessuno accenn&#242; al rischio di rabdomiolisi. Eppure i dati c'erano: gli oratori sapevano e hanno taciuto o l'industria non glieli ha forniti?&#187;, commenta.&lt;/p&gt; &lt;p class=&quot;spip&quot;&gt;Come scegliere esperti al di sopra delle parti? &#171;Tutti hanno legami con l'Industria; se uno non si &#232; mai occupato di un farmaco non &#232; un esperto, se se ne &#232; occupato ha avuto in qualche modo un rapporto con l'industria. Da questa dicotomia non si esce&#187;. Anche le agenzie regolatorie devono basarsi sul parere degli esperti, a loro volta condizionati da un qualche legame. Che fare? &#171;Stabilire un'esplicitazione, secondo una graduazione dei conflitti di interessi. Esistono livelli diversi di compromissione. Chi ha ricevuto una penna &#232; meno condizionato di chi &#232; stato invitato a un congresso con una spesa di migliaia di euro. Ed &#232; meno condizionato chi viene pagato per un congresso rispetto a chi &#232; azionista di un'industria farmaceutica oppure guadagna in funzione del fatturato&#187;, risponde.
Le societ&#224; medico-scientifiche che ruolo hanno? &#171;Dovrebbero tutelare i malati, convalidare le ricerche, essere garanti dell'oggettivit&#224; delle informazioni; in realt&#224; sono finanziate in gran parte dall'industria e la loro capacit&#224; critica &#232; minata. Non possono fornire valutazioni troppo critiche dei risultati delle ricerche perch&#233; poi le industrie non le finanziano pi&#249;&#187;, ammette. Anche i congressi sono spesso condizionati dall'industria che invita e paga le spese a gran parte dei medici, &#171;con il merito di permettere loro di partecipare a congressi ad alto contenuto scientifico&#187;, aggiunge.
Ma cos&#236; si crea quella che Bobbio chiama &#171;la compiacenza&#187;. Il medico &#232; indotto, per lo meno, ad avere un occhio di riguardo verso i loro prodotti.
Ma se cos&#236; non fosse, oggi un medico non potrebbe aggiornarsi. E racconta una storia, la sua. &#171;Mi occupo di trapianti di cuore da 15 anni. Non vado a congressi internazionali anche perch&#233; non accetto sponsorizzazioni dell'industria. Quest'anno ho fatto domanda al mio ospedale di partecipare al convegno sui trapianti a Filadelfia. Viaggio, albergo, pasti e iscrizione: 2.200 euro. Sono andato dal capo dipartimento per farmi approvare il preventivo. Guarda, mi ha detto, nel 2005 disponiamo per l'aggiornamento dei 18 cardiologi del tuo reparto di 1.600 euro&#187;.
Se il sistema sanitario nazionale e le aziende ospedaliere non investono in formazione, &#232; inevitabile che i medici si rivolgano alle industrie che li accolgono a braccia aperte, contenti di finanziare la loro partecipazione ai congressi. E di avere la possibilit&#224; di scegliere gli argomenti su cui aggiornarli... &#171;In cambio gli viene chiesta solo un po' di compiacenza. Per&#242; di compiacenza in compiacenza, si arriva a prescrivere farmaci in modo inappropriato. E questo &#232; stato dimostrato&#187; conclude Bobbio.
Per vincere la sfiducia dei pazienti non esiste ricetta. Industria, medici, ordine dei medici, societ&#224; scientifiche, di
rettori di riviste, ricercatori dovrebbero fare uno sforzo per recuperare la fiducia persa. Il caso Vioxx servir&#224; di lezione? &#171;Forse. In una societ&#224; guidata dal mercato la vera spinta la dar&#224; la paura di perdere fatturato&#187;.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;
		
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