‘“ Il modello medico non è scientifico. Non è possibile trovare un modello: un modello è una metafora.
Il modello medico è una metafora, ossia: è l’uso del linguaggio della malattia fisica per descrivere pensieri, emozioni e comportamenti; e in esso vi è uno scopo.
Piuttosto che un concetto o una teoria, esso è un’ideologia, nel senso che le ideologie promuovono interessi e l’ideologia promossa dal modello medico è l’ideologia del controllo sociale.”’
La mia opinione è, quindi, che l’unica funzione del modello medico, l’unica funzione della diagnosi medica e l’unica funzione della psichiatria medica — che significa “psichiatria coercitiva” — è il controllo sociale.
Perciò, io accuso la psichiatria di non essere una scienza, bensì un’ideologia, che, in collaborazione con lo Stato, asserve la funzione di controllo sociale mascherato.
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Io accuso la psichiatria di collusione con le industrie farmaceutiche al fine di rafforzare la propria identità. Ogni rivista psichiatrica è finanziata dalle industrie farmaceutiche. Tutte quelle conferenze sono finanziate dalle case farmaceutiche.
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Questa alleanza tra la psichiatria, le case farmaceutiche e lo Stato — quella che io chiamo “l’alleanza Stato/scienza” — la funzione di questa “alleanza Stato/scienza” è il controllo sociale. E l’unico modo in cui questo controllo sociale può essere effettuato è disumanizzando la gente, dicendo che i loro pensieri, emozioni e comportamenti sono causati anziché scelti. Negando che la mente abbia senso.
Se il comportamento è causato, allora l’individuo che manifesta quel comportamento non ne è responsabile, perché la responsabilità implica la scelta. E il linguaggio della scelta è molto diverso dal linguaggio degli squilibri biochimici.”
Dott. Ron Leifer, M.D. Psichiatra (USA)
Tra il primo ed il due di maggio 1998, la Libera università di Berlino, insieme all’Associazione Irren-Offensive (l’Offensiva dei Folli), organizza a Berlino, presso il teatro Volksbühne, un Tribunale Internazionale sullo stato della psichiatria.
Il Tribunale è intitolato a Michel Foucault, il filosofo francese autore della “Storia della follia nell’età classica”.
La difesa e l’accusa sono costituite da accademici ed esperti, la giuria da un “gruppo di svitati”.
Noi stabiliamo che la psichiatria dato che non è disposta a rinunciare all’uso della forza, della coercizione e della violenza, è colpevole di crimini contro l’umanità: della deliberata distruzione di dignità, libertà e vita. Soprattutto attraverso la categorizzazione giuridica del “malato mentale” la quale consente una totale privazione dei diritti umani e civili, nonché delle leggi del diritto naturale.
Inoltre, la psichiatria non può ambire all’arte della cura avendo essa violato il Giuramento di Ippocrate attraverso un uso conscio di farmaci dannosi, i quali hanno causato l’epidemia mondiale di discinesia tardiva, e attraverso altri interventi che noi consideriamo torture: il ricovero coatto, la somministrazione forzata di farmaci, il letto di contenzione, l’elettroshock, tutte le forme di psicochirugia e di vincoli sanitari ambulatoriali.
Queste pratiche e quest’ideologia permisero agli psichiatri, durante il periodo nazista, l’estremismo del genocidio di massa sistematico degli internati con il pretesto della “cura”.
La psichiatria non solo si rifiuta di deporre il potere ricevuto dallo Stato, bensì assume anche il ruolo di organo sociale di controllo ben retribuito e rispettato, nonché di forza di polizia internazionale per la condotta e la repressione delle devianze politiche e sociali.
Noi riteniamo la psichiatria colpevole di aver combinato potere esecutivo e immunità giudiziaria - la classica definizione dei Sistemi Totalitari. Esigiamo quindi l’abolizione delle leggi sui “malati mentali” come primo passo verso l’imputabilità sociale della psichiatria. A tal fine s’impone l’obbligo di risarcimenti economici per i danni perpetuati dalla psichiatria. Inoltre, fondi pubblici dovranno essere elargiti per alternative umane e dignitose alla psichiatria.
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